Roma dimentica il suo G.B. Piranesi a 300 anni dalla nascita

Comunicato stampa

Roma, 02/10/2020

Mentre il Comune di Milano ha inaugurato ieri una grande mostra, a Roma tutto tace

Ma che cosa han combinato i cittadini della Capitale d’Italia per meritarsi questo Assessorato alla Cultura? Anzi, alla “crescita culturale”? Il Comitato Roma 150 non lo sa. Sappiamo solo che se qualcosa sta crescendo da qualche parte, nella città, è tutto fuorché culturale. Il 4 ottobre p.v. saranno 300 anni dalla nascita del grande veneto Giovan Battista Piranesi (Venezia, 1720 – Roma, 1778) non risultano pervenute ad oggi iniziative da parte del Comune di Roma. Piranesi è stato il creatore del moderno gusto antiquariale europeo, centrato su Roma e sulle sue antichità. Ha creato l’immaginario architettonico classicista. Le celebri incisioni del genio di Mogliano Veneto — vero e proprio product placement ante litteram — erano nelle biblioteche e insieme ai libri “da capezzale” delle elites del XIX secolo, contribuendo in maniera fondamentale alla nascita del Grand Tour d’Italie. Roma, la città che oggi sembra dimenticarlo, conserva inoltre le sue spoglie mortali e le sue uniche realizzazioni da architetto (ai Cavalieri di Malta, sull’Aventino).

Ancora oggi, oltre Oceano, le vedute di Roma e delle sue antichità sono tra i temi preferiti per qualsiasi arredo d’interni di qualità. Forse, non a caso, l’occhio lungo della città meneghina ha saputo saggiamente cogliere l’occasione per mantenere il filo conduttore internazionale, dopo la grande mostra di a Londra al British, conclusasi ad agosto e quella, italiana, che dal 10 ottobre p.v. sarà inaugurata presso la Galleria Nazionale dell’Umbria. La Capitale d’Italia dovrà invece accontentarsi dei webinar dell’Assessore e degli “abbandoni” — questi si, autenticamente “piranesiani” — rispetto ad una natura che riconquista, incontrollata, monumenti e strade scarsamente manutenute nella città dei cesari e dei papi.

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