Il Comitato Roma 150

Dichiarazione costitutiva

Premesso che

chi oggi sottoscrive questo documento:

  • Proviene dalla società civile, dal mondo delle professioni, del lavoro culturale, dai più diversi orientamenti politici e religiosi, accumunato da quel che fino a poco tempo fa era il privilegio di essere cittadino della Capitale d’Italia;
  • non ritiene più ulteriormente tollerabile il sostanziale abbandono del governo e finanche della gestione ordinaria della città di Roma da parte di Stato, Comune e Regione;
  • non condivide l’idea che sempre più si fa largo: Cioè quella di una capitale di mera rappresentanza politica, “federale”, dalle connotazioni simbolico-culturali e dalle prerogative pubbliche assai affievolite;  sostentata da un’economia fondata perlopiù sulle mai dimostrate capacità taumaturgiche del turismo di massa;
  • guarda altresì in modo problematico alle proposte dal sapore dirigista di deregulation amministrativa volte da una parte, in nome della presunta “ingovernabilità” della Capitale, ad estendere ulteriormente i confini di una città fin troppo grande, e dall’altra, alla trasformazione in comuni autonomi di tutte le realtà amministrative ricomprese nei suoi vecchi e nuovi confini;
  • stigmatizza il recente assommarsi dello storico disinteresse per la Capitale delle classi dirigenti nazionali, da sempre ammalate di provincialismo e incapaci di rilanciare il ruolo di Roma come collante culturale e politico della Nazione, con il rinfocolarsi, a mezzo stampa e tv, di antichi pregiudizi e polemiche dai toni “lombrosiani”, contro gli abitanti della città, additata come novella “Babilonia”, “grande meretrice” di cui l’Italia farebbe bene a disfarsi il prima possibile;
  • ritiene grave il mancato rifinanziamento di tutte le leggi “per Roma Capitale” fin qui prodotte dal Parlamento nazionale, aventi per oggetto la manutenzione, la cura e il restauro dei monumenti più importanti della città;
  • ritiene ridicolmente insufficienti per le caratteristiche fisiche, l’estensione, la qualità e persino per la dignità di Capitale (che ospita uno stato straniero e un’organizzazione internazionale), l’entità dei trasferimenti finanziari devoluti dallo Stato italiano. Roma, la città più grande d’Europa dopo Londra,  riceve dallo Stato italiano quanto la città di Bologna.

Considerato che:

  • La mancata candidatura della Capitale all’Expo del 2015 (inizialmente prevista a Roma), la cancellazione con un colpo di penna da parte del governo Monti, nel 2012, di quella alle Olimpiadi del 2020 e la mancata candidatura della Giunta Raggi a quelle del 2024, sono state occasioni perdute per un rilancio economico e “laico” della città, lasciata ad eventi di natura esclusivamente religiosa e privatistica, fornendo ulteriori alibi al Governo italiano per proseguire le sue politiche di disimpegno verso la Capitale;
  • nel 2020-21 saranno 150 anni dalla proclamazione di Roma Capitale (20 settembre 1870- 3 febbraio 1871);

Tutto ciò premesso e considerato,

le personalità presenti i calce costituiscono presso i locali della Fondazione “Critica Liberale”, sita in Roma, via delle Carrozze n. 19, il:

Comitato Roma150

al fine di perseguire e raggiungere in tempi brevi i seguenti obiettivi:

  • Promuovere presso le istituzioni l’insediamento del Comitato nazionale per le celebrazioni del quadrimestre dei centocinquant’anni di Roma Capitale;
  • Sensibilizzare la pubblica opinione circa l’importanza della ricorrenza che vogliamo celebrare, come vero e finale compimento del Risorgimento e dell’Unità nazionale;
  • Proporre idee e progetti di interesse pubblico attinenti alle necessità di Roma Capitale, sostanzialmente riconducibili a 3 grandi priorità:
  • riunificare (urbanisticamente ma soprattutto culturalmente) una città sempre più distante e sfilacciata;
  • Un grande piano di manutenzione dei monumenti e dei servizi (rifinanziamento Legge Roma Capitale) superando le logiche e la decretazione emergenzial-commissariale che tanti danni (anche erariali) ha generato per la Capitale;
  • Impegno concreto e puntuale per i trasporti pubblici, condizione fondamentale per l’accesso alla città e del concreto esercizio della cittadinanza;
  • Offrire il momento e lo spazio politico per un nuovo pensiero pubblico nella città;
  • Togliere alibi a chi, da parte comunale, governa come se non esistesse uno stato nazionale con interessi, demanialità e prerogative nel territorio comunale e a chi, da parte del Governo, amministra e promulga sulla testa dei cittadini della seconda città più grande d’Europa, come se si trattasse di un piccolo comune pedemontano;
  • Ridare visibilità a una domanda politica di vera partecipazione fino ad oggi sempre elusa.

Sollecitano gli ambienti culturali, la cittadinanza romana, la classe politica ed i mezzi d’informazione a sostenere le azioni del Comitato volte ai fini suindicati;

Invitano le Autorità preposte alle decisioni a:

Valorizzare la ricorrenza dei 150 anni di Roma Capitale non come l’occasione di un’ennesima emissione filatelica o di un convegno semiclandestino, ma come momento per solennizzare ruoli e impegni chiari per tutti i protagonisti: Convinti come siamo che la Capitale, senza il supporto economico dello stato che rappresenta e sobbarcata esclusivamente dagli oneri, sia destinata a soccombere. Lo Stato italiano, d’altro canto, incapace di curarsi della sua Capitale, difficilmente saprà tenere unita la nazione.

Roma, 4 novembre 2018

Direttivo:

Andrea Costa (presidente), Maria Luisa Priori (vice presidente), Luciano Visco (Tesoriere), Emma Tagliacollo, Sonia Marino, Riccardo Mastrorillo, Giovanni Vetritto, Carlo Cassaro

Prime adesioni

Sandro Bari (Presidente Ass. “Roma Tiberina”)
Alberto Benzoni (giornalista, storico, già prosindaco di Roma)
Paolo Berdini (urbanista)
Ugo Carughi (architetto, Presidente Do.co.Mo.mo Italia)
Pier Luigi Cervellati (urbanista, docente Università di Bologna)
Francesco Coviello (Direttore Biblioteca del Conservatorio di S. Cecilia, Roma)
Vezio De Lucia (urbanista)
Alfredo Donati (Presidente Fondazione Ce.S.ar.)
Vittorio Emiliani (giornalista, scrittore, presidente Comitato per la Bellezza)
Stefano Fassina (Deputato, economista, già Vice-Ministro delle Finanze)
Benito Garrone (storico, animatore culturale, presidente Ass. Alcras)
Andrea Giunti (architetto)
Salvatore Italia (giurista, Soprintendente Società “Dante Alighieri”)
Adriano La Regina (archeologo, Accademico dei Lincei, Presidente dell’INASA)
Paolo Maddalena (magistrato, Vice-Presidente Emerito della Corte Costituzionale)
Cristiana Mancinelli Scotti (attrice, Portavoce Coord. Naz. “Salviamo il Paesaggio”)
Alberto Manodori Sagredo (archeologo, docente Università Tor Vergata, Roma)
Flavio Mangione (architetto, Presidente Ordine degli Architetti di Roma)
Sonia Marino (architetto, european ergonomist, Presidente Integronomia)
Enzo Marzo (giornalista, presidente Fondaz. “Critica Liberale”)
Luigi Mascilli Migliorini (storico, Accademico dei Lincei)
Riccardo Mastrorillo (funzionario Camera dei Deputati)
Gaia Pallottino (ambientalista, già Segretario generale di Italia Nostra)
Rita Paris (Presidente Ass. Ranuccio Bianchi Bandinelli, già Soprintendente Parco Appia Antica)
Francesca Petrocchi (docente Letterature comparate Università della Tuscia)
Marilù Prati (attrice)
Franco Purini (architetto, docente Università La Sapienza, Accademico di S. Luca)
Michele Rak (scrittore, critico letterario, Professore Emerito Università di Siena, Palermo, Napoli e Arezzo)
Fabio Rampelli (politico, architetto, Vice-Presidente Camera dei Deputati)
Beatrice Rangoni Machiavelli (giornalista, già Segr. gen. Parlamento Ue)
Silvio Luigi Riccobelli (architetto, divulgatore culturale)
Bernardo Rossi Doria (urbanista, già assessore urbanistica Comune di Roma)
Emma Tagliacollo (storica dell’architettura, consigliera INARCH),
Massimo Teodori (giornalista, storico),
Attilio Terragni (architetto),
Carlo Troilo (storico, docente universitario),
Giovanni Vetritto (sociologo, funzionario pres. del Consiglio)