Che fine ha fatto il Museo della Shoah di Villa Torlonia?

Comunicato stampa

Roma, 04.09.2020

150 ANNI FA LA PRESA DI ROMA E L’APERTURA DEL GHETTO EBRAICO.
MA CHE FINE HA FATTO IL MUSEO DELLA SHOA A VILLA TORLONIA?

A fronte della minaccia, sventata, di dar vita a un “Museo del Fascismo”, il Comitato 150 rilancia la realizzazione del Museo della Shoah nella Capitale per contrastare il revisionismo storico in ascesa

La proposta avanzata da tre Consiglieri comunali di realizzare nella Capitale un “Museo del Fascismo” – ritirata a seguito di vibrate proteste e dell’iniziativa risoluta della Sindaca Virginia Raggi – ha rivelato una pericolosa superficialità nell’elaborazione della memoria storica del nostro paese e della nostra città.

Anche alla luce di questa vicenda, il Comitato Roma 150 sollecita il Consiglio Comunale a dare avvio ai lavori di costruzione del Museo della Shoah a Villa Torlonia entro l’anno in corso, per celebrare il centocinquantenario di Roma Capitale con un’iniziativa ad alto valore simbolico.

Un Museo degno di una Capitale europea, che ha ottenuto tutte le autorizzazioni e i nulla osta necessari, che da anni è stato finanziato per l’intero importo, che è stato aggiudicato per la realizzazione a un consorzio di imprese mediante gara d’appalto.

Il Museo della Shoah è stato concepito e sviluppato dalle varie Amministrazioni comunali succedutesi negli ultimi quindici anni proprio per elaborare una memoria scomoda, per andare oltre lo stereotipo degli “italiani brava gente”. Nell’interesse della formazione delle nuove generazioni è importante ricordare che, purtroppo, il regime fascista ha stretto un’alleanza sciagurata con la Germania hitleriana e che, all’interno della popolazione italiana, troppe furono le complicità con un esercito invasore criminale, impegnato nella deportazione di tanti cittadini italiani destinati allo sterminio.

“Per questo – dichiara Andrea Costa, presidente del Comitato Roma 150 – la Sindaca e il Consiglio Comunale, dopo aver meritoriamente respinto l’avventata proposta di realizzare un Museo del Fascismo, con la posa della prima pietra del Museo della Shoah hanno una preziosa occasione per dare prova concreta del proprio impegno etico e civile”.

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