Concerto dei 150 anni di Roma Capitale. Il Comitato Roma 150 non ne è l’organizzatore.

Roma, 29 gennaio 2020

Clamorosa svista per la data commemorativa da parte di Comune di Roma e Teatro dell’Opera:  Il 3 febbraio 1870 Roma era ancora nelle mani del Papa!

Alla luce delle numerose chiamate da parte di ignari cittadini e di alcune agenzie stampa alla nostra segreteria per richiedere la prenotazione dei biglietti e conferme dell’evento, il Comitato Roma 150 ribadisce di essere completamente estraneo all’organizzazione del Concerto per l’apertura delle Celebrazioni dei 150 anni di Roma Capitale. Concerto organizzato dal Comune di Roma in collaborazione del Ministero della Difesa, con la presenza del Capo dello Stato ed in diretta tv, alle 17.55 del 3 febbraio p.v.

Non possiamo però esimerci dal rimarcare la irritualità della scelta, forse dettata da eccessiva fretta, per la data del 3 febbraio 2020, essendo ben noto — o almeno così dovrebbe essere nel Paese che ha dato i natali a Machiavelli, Vico e Gramsci— che la “storica” data della proclamazione di Roma Capitale avvenne con legge n. 33 del 3 febbraio del 1871 e NON nel 1870.

Dunque o la settimana prossima si festeggeranno per motivi ignoti ai più i 149 anni di Roma Capitale tenendo a mente e nel pallottoliere la data del 1871, oppure i 150 anni dal 3 febbraio 1870.

Nella seconda ipotesi, non meno infelice della prima, non possiamo però esimerci dal far rilevare che nell’atlante storico italiano e internazionale, al 3 febbraio 1870, l’Imperatore dei francesi Napoleone III era ancora saldamente sul trono insieme, di là fiume Tevere, al Papa Re Pio IX. Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi avevano ancora una condanna a morte sul capo; il progetto di Italia “unita” era in realtà quello di dividerla in tre secondo gli accordi di Plombiéres del 1858…con l’Idea di un protettorato francese per il Regno del Nord avente Milano come sua Capitale.

Il 3 febbraio 1870 il Presidente Americano Ulysses S. Grant ratifica il XV emendamento alla Costituzione. È garantito il diritto di voto a tutti i cittadini americani, a prescindere dal credo, dal censo o dal colore della pelle.

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