Presentazione del libro Opere d’arte prese in Italia nel corso della campagna napoleonica 1796-1814 e riprese da Antonio Canova

Giovedì 14 novembre 2019 alle ore 17.30, presso Palazzo Carpegna, sede dell’Accademia Nazionale di San Luca,
si terrà la presentazione del volume

Opere d’arte prese in Italia nel corso della campagna napoleonica 1796-1814 e riprese da Antonio Canova
a cura di Andrea Emiliani e Michel Laclotte (Carta Bianca Editore, 2018).

Introduce e coordina
Francesco Moschini
Segretario Generale dell’Accademia Nazionale di San Luca

intervengono
Claudia Conforti
Vittorio Emiliani
Bruno Toscano

Opere d’arte prese in Italia nel corso della campagna napoleonica 1796-1814 e riprese da Antonio Canova”. Titolo secco, di cronaca, per un libro fondamentale che documenta minuziosa mente due fasi: il trasporto a Parigi (unica città dove, per il governo rivoluzionario, l’arte poteva essere apprezzata) e la vana opposizione di importanti artisti e ìntellettuali francesi come Quatremère
de Quincy allo sradicamento da musei e chiese italiane. Poi, dopo Waterloo, la faticosac”recupera” di buona parte di quel nostro patrimonio .
Nel 1998 Andrea Emiliani, scomparso in marzo, già direttore della Pinacoteca Nazionale di Bologna e Soprintendente a Bologna e in Romagna, docente al College de France, si vede presentare la straordinaria documentazione sul trasporto a Parigi di ben 500 opere italiane e sul felice ritorno di 350 di esse. Grande risultato. I trattati non ne prevedevano la restituzione. Protagonista
dell’operazione il grande scultore Antonio Canova, commissario pontificio alle antichità, che con energia e diplomazia supera tante resistenze . Ma il finanziamento dell’iniziativa non viene da Pio VII (non ha fondi), bensì, paradossalmente, dal vincitore di Waterloo, il duca di Wellington.
Che lo scultore va a trovare a Londra, per l’apertura della grande sala dei marini del Partenone al British Museun1. Tornano in Italia la S. Cecilia e la Trasfigurazione di Raffaéllo, i Cavalli bizantini di San Marco, il Laooconte dei Vaticani e tanto altro. Tutto schedato da Gilberte Emile-Male, direttore degli Archivi Nazionali, con la collaborazione di Yveline Cantarel-Besson e Jasmìne
Dragornir. Cura generale di Michel Laclotte, creatore del Grand Louvre, e dello stesso Andrea Emiliani, che tanto si era già occupato della vicenda. La stampa, accuratissima, è di Carta Bianca di Faenza.

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